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Checco e la nascita di Vanessa Cap 3.2


di Membro VIP di Annunci69.it Lorella65Trav
12.09.2025    |    2.301    |    6 9.8
"Tiziana in quel momento, gemeva e gridava per il piacere di sentire il bastone di carne di Rocco che la percuoteva sempre più velocemente ed anche Vanessa, perciò, si lasciò andare ai gemiti e..."
Checco, arrivò davanti alla casa, luogo dell'appuntamento, in anticipo di quasi mezz'ora.
Il cuore gli batteva veloce al pensiero che da lì a poco avrebbe coronato il suo desiderio di essere finalmente femminilizzata.
Si sentiva emozionato ma anche molto eccitato al punto di avvertire il suo sfintere anale fremere anch'esso ma forse ciò era dovuto solo allo sfregamento del sottile filo del perizoma incassato tra le due piccolissime “labbra” del fiorellino anale createsi con l'inserimento del secondo zucchino.
“Spero che il “capo” non se ne accorga che è già stato allargato anche se di poco ma come diventerà dopo che me lo avrà sfondato con quel cazzone così grosso e duro che ha?.” si chiese da sé.
La casa era un palazzotto di due piani con due piccoli balconi al piano superiore sovrastanti altrettante finestre al piano rialzato e totalmente circondata da una lunga inferriata ad almeno cinque metri dalla porta di ingresso e lontana almeno una quindicina di metri dalle altre case intorno.
“E' una fortuna che sia ben lontana da orecchie e sguardi indiscreti perché questo che sto per fare dovrà assolutamente restare segreto e lo dirò chiaramente appena entrerò sia al “capo” che a tutti gli altri suoi amici.” disse di nuovo tra sé e sé.
Ma, in cuor suo, comunque, si sentiva abbastanza tranquillo per l'intima convinzione che ogni partecipante alla sua femminilizzazione avesse lo stesso interesse alla riservatezza se non altro per rispetto verso quella casa, per il loro “capo e, ovviamente, per lui stesso.
Per il resto, era assolutamente pronto ad affrontare qualsiasi situazione gli fosse stata proposta a cominciare dal farlo anche con più ragazzi, tutti peraltro più o meno della sua stessa età, sia singolarmente che con due/tre alla volta, ovviamente dopo essere stato aperto abbondantemente dal “capo” e farlo anche nei successivi giorni o mesi perché la sua natura di troia si era oramai prepotentemente affermata e rimaneva solo il problema di come e quando portarlo a conoscenza dei suoi genitori ma questo era ancora abbastanza lontano per il momento, per fortuna.
Era, invece, ancora in dubbio rispetto a che tipologia di persona volesse diventare. Un gay, con una vita parallela praticamente invisibile rispetto a quella “normale” o, puntare verso quella che più sentiva a sé vicina di femmina, innamorato com'era del mondo femminile?
D'altra parte se con il termine “femminilizzazione” veniva generalmente indicata la deflorazione anale di un maschio come primo passo, il secondo sarebbe consistito nel vestirsi appunto da donna visto soprattutto il piacere che già provava nel sentire il filo posteriore del perizoma, prettamente femminile, strusciare sul suo buchetto che gli sembrava addirittura che fremesse allargandosi e restringendosi quasi autonomamente per il desiderio di un bel palo di carne che l'aprisse definitivamente e, poi, continuasse ancora per più volte fino al godimento di entrambi.
Perciò, dopo aver tirato un lungo respiro, alle 15 in punto premette il tasto del citofono e, quasi subito, con uno scatto secco il cancello esterno si aprì insieme al portoncino di ingresso della casa.
Entrò proprio nel momento in cui il “capo” scendeva da una rampa di gradini di pietra e gli veniva incontro con addosso solo un bianco accappatoio di cotone leggerissimo non annodato per cui, ad ogni passo che faceva, si vedeva il suo grosso batacchio sballottare di qua e di là.
Con uno smagliante sorriso, il ragazzo lo salutò “Eccola qui la mia nuova amica “Checca.” gli disse e poi aggiunse “Oggi per te è un giorno speciale e sono certo che per te sarà quello in cui ti sentirai felice della tua scelta e non aver paura se sentirai un po' di dolore quando ti romperò il tuo bel buco del culo e poi tutto il resto perché dopo un po' sarà solo piacere quello che sentirai al punto che magari sarai tu stessa a chiedermi di scopartelo di nuovo.”
“Lo spero, è quello che sogno da tanto tempo.” gli rispose Checco.
“Allora seguimi che andiamo di sopra nella camera da letto.”
“Quando arrivano i tuoi amici?”
“Saremo solo io e te perché abbiamo deciso che oggi sarai solo mia e, poi, nel caso in cui dovessi vincere la gara con Tiziana, anche della “sorpresa” che arriverà tra poco.” fu la risposta.
“E chi è Tiziana?”
“Tiziana è il nome che ha scelto la “cagnetta” che hai conosciuto ieri e che un paio di mesi fa ho conosciuto casualmente e che da quel giorno ce la scopiamo più volte alla settimana.”
“Più volte alla settimana? Caspita, deve essere ben resistente!”
“Posso solo dirti che, è una ragazza instancabile e insaziabile e che con lei si sa quando si comincia ma non si sa mai quando si finisce e che dà tutta sé stessa senza alcuna remora di nessun tipo e se diventate amiche, potrà insegnarti moltissime cose su come far godere i maschi.”
“Lo spero perché anch'io voglio farli impazzire visto che credo di essere potenzialmente una troietta che adora il cazzo che, fino a questo momento, si è limitata a fare solo un pompino a te, ieri.”
Nel frattempo, salita la rampa di scalini, erano entrati nella stanza da letto, bella ampia, pulitissima e luminosa nonostante le tende delle porte dei balconi fossero chiuse e arredata con mobili molto datati che non potevano che essere di una vecchia signora.
“Spogliati adesso che non ce la faccio più a resistere” disse il ragazzo.
“Ecco, sta per arrivare il momento” pensò Checco e con decisione si tolse tutto rimanendo col solo perizoma di sua madre.
“Wow! Che bel culo femminile che hai...ma quella mutandina con quel filo posteriore tutto dentro lo spacco, è da donna?”chiese il ragazzo euforico ed eccitato ancora di più a quella visione di un corpo esile, quasi da ragazza e con quel sedere duro, rotondo e bello sporgente.
“Sì, è di mia madre e ho pensato che sarebbe stato perfetto per l'occasione!” rispose Checco.
“Ti sta da dio e, se già così sei molto arrapante, immagino quanto lo saresti ancora di più se fossi vestita da femmina ma non devo pensarci altrimenti finisce che sborro subito.”
“Sì mi piacerebbe moltissimo vestirmi da femmina perché ho capito che anche questo fa parte della femminilizzazione, devo soltanto decidere se limitarmi a vestire abiti da donna oppure, e questo è il mio vero sogno, diventare anche fisicamente una vera donna.”
“Potresti diventare una vera strafiga, secondo me, perciò ti chiedo non dovresti scegliere, a questo punto, anche tu un nome femminile col quale farti chiamare.”
“Hai ragione, è venuto il momento di scegliere un nome da femmina. Mi piace molto Vanessa perché è il nome di una bellissima farfalla e la farfalla è l'emblema della trasformazione interiore ed esteriore che, da oggi è diventato il mio desiderio più grande.”
“E' un bellissimo nome perfetto per te e ti chiamerò così solo dopo che ti avrò deflorato. OK?”
“E' giustissimo! E il tuo nome?”
“Mi chiamo Rocco e come gli altri amici ho 16 anni compiuti mentre Tiziana ne ha 15.”
Detto ciò, si sfilò l'accappatoio e lo lanciò su una poltroncina di lato al letto lasciando libero di ciondolare il suo grosso bastone di carne che sebbene floscio, a Checco sembrò che lo fosse ancora di più di quello che aveva succhiato il pomeriggio del giorno prima.
“Menomale che mi sono aperto con lo zucchino, almeno non lo sentirò troppo quando entrerà con quella enorme cappella di quel cazzo altrettanto grosso e duro come la pietra.” pensò ma subito gli si fiondò a bocca spalancata e iniziò a leccarlo e bagnarlo dappertutto con quanta più saliva riuscivano a produrre le sue ghiandole a ciò preposte.
“Bravo, lo stai bagnando proprio come un'esperta succhiacazzi. Ora imboccalo totalmente così lo sentirai crescere direttamente nella tua bocca e, quando sarà bello duro e te la riempirà tutta il larghezza e lunghezza, vedrai quanto ti piacerà sentirtelo fino in gola come hai fatto ieri!”
Checco non ci pensò su un solo attimo e lo imboccò in un solo colpo e, con un successivo affondo, arrivò fino allo scroto che, immediatamente, iniziò a leccare pur avendo in bocca tutta l'asta.
Per la prima volta ne avvertì la punta sul fondo della gola ed ebbe un leggero conato di vomito e, allora, con un aggiustamento della testa e spalancando esageratamente la bocca, riuscì a trovare la giusta posizione per far sì che scendesse più giù annullando anche i conati di vomito.
“Cazzo che bocca favolosa e sei pure così tanto zoccola che ne faresti indurire anche uno morto!”
Lui, allora, prese le cosce di Rocco e le tirò a sé e la punta scese di qualche centimetro ancora più giù andando a gonfiare la parte appena sotto il collo ma avendo difficoltà nel respirare per le esagerate dimensioni a cui quel cazzo stava arrivando, decise di andare in apnea fin quanto poteva per l'eccitante situazione che stava vivendo oltre al piacere che sentiva che erano davvero intensi.
Ma di quel bastone di carne, che ormai si era ingrossato e indurito fino ad occuparne l'intero cavo orale, divenne troppo grosso anche il glande e, perciò, se ne sfilò almeno la metà ritornando finalmente a respirare uscendo da quella apnea che stava quasi per soffocarlo.
Rocco iniziò quasi subito a gemere per il piacere che cresceva nel sentire la bocca che con un ritmo sempre più cadenzato andava avanti e indietro sulla sua asta ma, sopra ogni cosa, per quella lingua che gli martellava il frenulo ogni volta che tornava sulla cappella per poi scendere di nuovo.
“Se continui a fare così, mi farai sborrare troppo presto, però!” esclamò il ragazzo aggiungendo subito
“Adesso girati che è arrivato il momento di far nascere la ragazza che è in te.”
E Checco, eccitatissimo per il momento più importante della sua vita, si girò, appoggiò le mani sul bordo del letto e spinse leggermente indietro il suo bacino.
“No, non così, devi appoggiare le ginocchia sul letto, alzare bene il culo e abbassarti sul letto.”
“Checco, fece come gli aveva detto e il ragazzo si sputò più volte sulla mano facendola passare ogni volta sulla cappella e sulla parte superiore dell'asta, infine si abbassò all'altezza dell'ano e sputò altra saliva direttamente sul buco e, infine, dopo aver infilato due dita la fece appena entrare di poco.
“Non farmi troppo male.” disse Checco.
“Tranquillo, un po' di dolore lo sentirai sicuramente ma, dopo un po' sentirai un crescente piacere e, comunque, anche se dovessi urlare per il dolore, urla pure tanto nessuno può sentirti nel raggio di venti metri.” rispose il ragazzo un attimo prima di dare una decisa spinta in avanti.
Nonostante avesse già allargato il suo sfintere con due zucchini di cui il secondo gli era sembrato sufficientemente grosso, la cappella del ragazzo trovò una iniziale difficoltà ad entrare.
“Che bel culo e pure vergine e adesso ci penso io a rompertelo come si deve e definitivamente.” esclamò Rocco e fece colare dalla bocca un nuovo e copioso filo di saliva che cadde sulla cappella bagnandola ancora di più e, subito dopo, con un nuovo ma più deciso colpo di reni, entrò.
Checco sentì chiaramente che il suo sfintere anale aveva ceduto di botto allargandosi come un fiore che si apre al contatto con la rugiada mattutina ma quando la cappella passò in tutta la sua larghezza attraverso quel fiorellino, gli sfuggì un forte grido per il dolore lancinante che, comunque, avvertì .
“Rilassati, non cercare di chiuderlo perché altrimenti potresti sentire molto più dolore.”
“E' entrato tutto?” chiese Checco con trepidazione.
“No, è' entrata solo la cappella, perciò adesso rilassati e rilassa sopratutto anche i muscoli del buco.”
Infatti, il tempo di un battito di ciglia e con un nuovo colpo in avanti, la cappella entrò seguita dalla intera asta aprendo anche il secondo baluardo e tutto il restante tratto che trovava lungo il tragitto.
Nuovamente Checco urlò per un dolore quasi insopportabile e il ragazzo aumentò la velocità delle spinte e poi, iniziò a muovere l'asta di lato e sopra e sotto per aprirla totalmente anche dentro.
Poi si ritrasse fin quasi all'uscita dello sfintere anale e con un nuovo e veloce affondo entrò nelle viscere fino alla base e, il suono secco dalle palle che sbattevano sulle natiche di Checco si levò nel silenzio della stanza.
Un iniziale piacere, poco a poco cominciò a diffondersi nella testa e nell'anima di Checco, sotto il martellamento insistente del bastone di carne, fino a diventare talmente intenso che andò quasi in estasi e che lo portò a gemere sempre più forte e addirittura ad incitare il ragazzo a scoparlo con maggiore intensità.
“Me lo hai totalmente rotto. Ti è piaciuto sfondarmi, eh?”
“Perché a te non è piaciuto?”
“Certo e adesso mi stai facendo impazzire, è bellissimo sentire il tuo cazzone dentro di me. Continua e non ti fermare neanche quando avrai cominciato a sborrare. La voglio sentire tutta che mi inonda l'intestino calda e vischiosa che, credo, ti faciliterà ancor di più lo scorrimento.”
“Adesso è bello aperto e hai intuito tutto, infatti vedi come entra liscio dentro di te? Da adesso in poi, quando lo vorrai ancora, ti scoperemo anche in quattro. Dimmi che lo desideri?”
“Lo voglio con tutto me stesso e verrò tutte le volte che potrò, fatemi diventare la vostra troia!”
“Lo sei già, l'ho capito subito fin dal primo momento!”
“Purtroppo però ho la sensazione che con Tiziana la gara è già persa in partenza.” disse Checco.
“Beh, che dirti? Anzi, sai che faccio? La chiamo e le dico che è tutto rimandato ad altro giorno e, visto che ci siamo, poiché non riesco a mettermi in contatto con la “sorpresa”, che dovrebbe arrivare a momenti perché non sono riuscito a mettermi in contatto, quando sarà qui, se lo desideri, puoi prendere anche il suo, che ne dici?”
“E' bello e cazzuto come te?”
“Resterai meravigliata nel vederlo, è un ragazzo latino di 16 anni che è stato adottato da una coppia italiana, con un fisico perfetto e con un cazzone nerissimo come l'ebano di quasi 23 centimetri.
“Ma...23 centimetri è una misura mostruosa. Non sarà pericoloso prenderlo tutto nel culo?”
“Tranquilla, è solo due centimetri più lungo del mio anche se è molto più largo e, comunque, dopo che te l'ho aperto col mio, non credo che possa essere un problema prendere anche il suo. Tiziana, ad esempio, ne ha già presi di quelle dimensioni e ha goduto come una cagna in calore... oh, porca miseria mi ero totalmente dimenticato di lei, vado subito a chiamarla.”
“Aspetta, credo che non sarebbe male se ci stesse anche lei. Magari in due, ci divertiremmo di più.”
“E magari potreste anche diventare amiche, è così?”
“Mi farebbe piacere conoscerci meglio ed è vero, sarebbe bello diventare amiche!”
“Perfetto, sono d'accordo con te e sicuramente....”
Rocco non finì la frase perché in quell'istante suonò il citofono di casa e lui andò a rispondere.
“E' proprio lei, fra un minuto sarà qui con noi.” disse appena tornato in camera.
“Se vuoi puoi andare a farti una veloce doccia così ti togli tutti quei residui di sborra che ti stanno ancora ai lati della bocca, sul collo, sul torace e, ovviamente anche quella uscita dal culo.”
Checco lo ringraziò per il gentile pensiero e andò velocemente nella stanza da bagno.
Lo scroscio d'acqua della doccia appena tiepida, le fece bene perché fece passare quel rimasuglio di dolore che ancora avvertiva nello sfintere anale.
Quando ebbe finito, si avvolse in un asciugamano enorme e tornò nella camera nella quale Tiziana stava indossando una mise molto femminile e, sui tacchi altissimi dei sandali, era davvero una bella ragazza con belle gambe e un bellissimo culo rotondo e, perciò, si convinse che la “gara” era davvero già persa in partenza perché non avrebbe mai potuto competere con lei.
“Ciao Tiziana, che bella che sei!” le disse.
“Ciao Checco, grazie sei molto gentile ed io vorrei scusarmi con te per gli atteggiamenti maleducati che ho avuto nei tuoi confronti ieri.”
“Tranquilla, è già acqua passata e, perciò, spero che possa nascere una bella amicizia tra noi due ma chiamami Vanessa che è finalmente il mio nome.”
“Lo spero molto anch'io.”
“Peccato che non ho la possibilità di mettere qualcosa così femminile come te e sarai sicuramente tu a vincere la gara.”
“Sai cosa facciamo, allora? Lasciamo perdere la “gara” e ce la godiamo assieme io e te con tutti e quattro quando arriveranno gli amici di Rocco.”
“Sono totalmente d'accordo con te per quanto riguarda la “gara” ma Rocco non ha avuto il tempo di chiamarti per dirti che non verranno, sarà perciò per una prossima occasione che spero arrivi presto.”
“Vanessa mi ha preceduto e organizzeremo quando volete, anche domani stesso. La buona notizia, comunque c'è ed è quella che fra poco arriverà la “sorpresa” per il “trattamento speciale” perché non sono riuscito a mettermi in contatto con lui.” precisò Rocco.
A Tiziana comparve sul viso un sorriso smagliante “Vuoi dire che Carlos sarà qui a momenti?”
La risposta fu il suono del citofono di casa.
“Eccolo, è sicuramente lui!” esclamò Rocco e corse a rispondere e, subito dopo, ad aprire il cancello e la porta di ingresso.
Quando Carlos entrò nella stanza, Vanessa restò di stucco nel vedere un ragazzone alto almeno 1,80, bellissimo di viso e con un ampio torace muscoloso che le ricordò il ragazzo che, nei bagni della Colonia estiva, totalmente nudo scopava la gola di un ragazzo più o meno della sua stessa età con un palo nerissimo ed enorme sia in lunghezza che in larghezza.
Tiziana, invece, che già evidentemente lo conosceva bene, era già corsa ad abbracciarlo con chiara eccitazione e piacere e, infatti, gli aveva già appoggiato la mano sul suo grosso pacco.
“Che bello rivederti ma soprattutto ritrovarti qui. Questa è la mia amica Vanessa, trattala bene mi raccomando perché è stata appena aperta da Rocco per la prima volta ed ora tocca a te il piacere di aprirla ancora di più col tuo bellissimo cazzone instancabile e che ben conosco e che zampilla come una fontana.”
“Dai, spogliati e falle un bel servizio come lo sai fare solo tu. A Tiziana, invece, ci penserò io, poi magari nel corso della scopata ce le potremo scopare insieme prima una e poi l'altra!”
In un attimo Carlos si denudò, il suo corpo era praticamente scultoreo ma, soprattutto, quello che gli penzolava tra le gambe, fece deglutire più volte Vanessa che era già eccitatissima sia per il ricordo di quella notte nei bagni della Colonia che per le dimensioni di quel cazzo nerissimo tutto per lei.”
Carlos le si avvicinò lentamente, l'abbracciò stretta dicendole.
“Sei proprio una ragazza desiderabile con un culo da trofeo, peccato che non ti sia vestita da femmina ma non mancherà l'occasione di vederti vestita come Tiziana,
La baciò prima sul lobo dell'orecchio, poi le infilò la lingua in bocca in un bacio che le fece accapponare la pelle.
Nel frattempo, Tiziana aveva già iniziato a leccare e succhiare con maestria quello di Rocco che si era posto di fianco al suo amico al quale Vanessa aveva cominciato a leccargli e succhiargli i capezzoli mentre gli accarezzava il possente torace.
“Che brava che sei!” esclamò Carlos e, subito dopo, ponendole entrambe le mani sulle spalle “Adesso comincia a scendere e succhiamelo lentamente, fammi vedere se sei brava a farlo.”
Vanessa, si abbassò con voluta lentezza passando con la lingua lungo l'addome nero e lucidissimo del ragazzo e, quando finalmente arrivò ad averlo proprio davanti al viso, ebbe un nuovo brivido al pensiero che quel palo da lì a poco sarebbe entrato dentro di lei e sperò che non entrasse totalmente aprendola in due.
Carlos se ne accorse dallo sguardo che Vanessa aveva fisso sul suo cazzone “Tranquilla, ti farò il culo con attenzione e delicatezza anche se sono sicuro che Rocco ha già fatto un ottimo lavoro.”
Rinfrancata da quelle parole, allora Vanessa glielo bagnò di saliva molto più abbondantemente di quanto aveva fatto con Rocco un'ora e passa prima e, poi, lo imboccò arrivando, tuttavia, a poco più della metà dell'asta
“Brava, che bella bocca calda che hai, continua così. Se preferisci, prima ti sborro in gola poi appena dopo te lo infilo nel culo.”
“Scusa, ma come farai a sborrare e subito dopo a scoparmi, non sarà troppo floscio?” chiese.
“Non ti preoccupare, vedrai che quando entrerò dentro di te, sarà ancora sufficientemente duro e, questo, agevolerà di molto la penetrazione e, quando sarà dentro di te, ritornerà subito dopo a tornare duro come lo è ora e, solo allora, lo sentirai in tutta la sua potenza e dimensione. E' una cosa che manda in estasi tutte le femmine e quindi anche tu lo apprezzerai.”
Dicendo questo, prese Vanessa per il capo “Spalanca più che puoi la bocca!” le ordinò.
Vanessa fece come le aveva detto mentre con la coda dell'occhio vide Tiziana che aveva già fatto sparire il cazzone di Rocco nella sua bocca e aveva iniziato un sontuoso pompino e il ragazzo continuava con lo stesso ritmo a scoparle la gola.
Vanessa, allora, si buttò anima e corpo su quel palo di carne, arrivando questa volta a poco ad oltre la metà.
“Prendimi, adesso, le cosce da dietro e spingimi verso di te!”
Lei lo fece ma, nel momento in cui affondava la testa, Carlos le spinse il capo in avanti e, con due spinte la bocca di Vanessa arrivò a pochi centimetri dalla base.
Ormai il più era fatto, se era riuscita ad averlo quasi del tutto fino in gola, allora non si perse d'animo e, con un affondo suo, una spinta di Carlos al capo e un colpo in avanti, quel bestione nero entrò completamente andando avanti e indietro lungo il palato della ragazza fino a toccarle il fondo della gola.
Fu una sensazione straordinaria quella che Vanessa provò per tutto il tempo in cui lo sentì scorrere sulla lingua e battere il fondo della gola e desiderò con tutta sé stessa che Carlos le scaricasse in bocca quanta più sborra possibile e, infatti, dopo una ventina di minuti di andirivieni e affondi, il ragazzo con un grugnito liberò tutto il seme liquido che aveva nelle palle.
Vanessa si sentì quasi soffocare tanti furono gli schizzi che avvertì fuoriuscire e le sembrò come se avesse un tubo da giardinaggio che continuava a spruzzare non acqua bensì una sborra bianchissima, liquida e densa nello stesso momento e le parve che ne dovette ingoiare forse una decina e più perché fu quasi un unico continuo getto fino a quando gli spruzzi diventarono meno forti e, poi, si affievolirono del tutto.
“Mi hai fatto godere come un porco, mi è capitato poche volte di sborrare tanto. Sei una vera e grandiosa succhiacazzi e, adesso, girati e mettiti a pecora come ha fatto Tiziana che lo sta prendendo nel culo e sta urlando tutto il suo piacere.”
Vanessa prese la posizione appoggiando le ginocchia poco oltre il bordo del letto, poi, abbassò il torace fino a farlo toccare il lenzuolo e alzò bene in alto il fondoschiena.
Carlos che evidentemente non aveva totalmente finito la propria sborra, le appoggiò la cappella appena appena sgonfia al buco del suo culo e lei pensò che sarebbe stato difficile che potesse entrare visto che era in fase di afflosciamento e, invece, dopo un ultimo fiotto sparato dritto sul suo ano, la cappella e, subito dopo, l'asta entrarono abbastanza facilmente e interamente.
Vanessa non provò quasi alcun dolore ma quando il cazzone di Carlos iniziò a riprendersi diventando non solo più lungo ma anche, e soprattutto, molto più largo, fu come avere dentro un lungo palloncino che una pompa lo facesse diventare con l'unica differenza che se fosse stato un palloncino di gomma non sarebbe stato così tanto duro ed enormemente grosso e che sembrava non finisse più di ingrossarsi talmente tanto che sentì il buco allargarsi a dismisura così come le viscere sia in larghezza che in lunghezza.
“Mi fa un po' male, è davvero troppo grosso.” disse la ragazza.
“Vuoi che esca?” chiese premuroso Carlos.
“No, scopami. Sono una troia, la tua troia. Fottimi e fammi godere ma, ti prego, inizia lentamente, poi ti dirò io quando vorrò essere scopata selvaggiamente.”
Carlos, allora, cominciò l'andirivieni dentro di lei lentamente come lei stessa gli aveva detto.
Tiziana in quel momento, gemeva e gridava per il piacere di sentire il bastone di carne di Rocco che la percuoteva sempre più velocemente ed anche Vanessa, perciò, si lasciò andare ai gemiti e gli urli.
Carlos invece continuava con cautela il suo andirivieni dentro Vanessa che, poco alla volta, sentì che il dolore iniziale si stava riducendo.
“Dai, adesso comincia a scoparmi più forte ma mi raccomando non troppo!”
E allora il ragazzo aumentò la velocità dei suoi affondi e Vanessa quella dei suoi gemiti di piacere mentre la grossa asta, forse grazie alla tanta sborra che era entrata, scorreva molto più agevolmente.
“Dai, ora scopami più forte!”
Carlos la prese per i fianchi e incrementò la velocità fino al punto che l'intero cazzone nero la martellava con affondi sempre più forti e, quando sentì che stava per sborrare, chiese a Rocco “Sborriamo insieme e le facciamo godere tutte e due? Guarda quanto stanno urlando per il piacere e quanto stanno sborrando anche loro ogni volta che glielo ficchiamo con forza fino alle palle!”
“Siiiiiiii” risposero Tiziana e Vanessa all'unisono prendendosi per mano in quel momento di grande unione che segnò l'inizio di una grande amicizia che quella stessa sera diventò molto intima.”

Ma questo lo potrete leggere nel prossimo racconto se sarete curiosi di leggere.


Anche questo, come tutti gli altri racconti e le storie che ho scritto, è frutto di pura fantasia compreso i nomi dei protagonisti, i luoghi e quant'altro e mi sembra giusto richiamare ancora una volta la necessità di fare sempre sesso protetto che, qui per “esigenze” narrative nel contesto di un racconto “spinto” invece ha avuto un altro tipo di stesura.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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